Notizie 2019

TRENTINO 17.7.2019

L'ADIGE 17.7.2019

TRENTINO 17.7.2019

COMMENTO ALLE ELEZIONI PROVINCIALI DEL 21 OTTOBRE

Anche il Trentino ha svoltato a destra in linea con le altre regioni del Nord, assecondando il vento nazionale dove l'accordo di governo fra Lega e 5stelle ha permesso il raddoppio di consensi alla prima compagine, più capace e diretta nel lucrare sul malcontento usando il razzismo per insidiare decenni di diritti civili acquisiti. Un malcontento che puntualmente la Storia ha dimostrato che si può incanalare con la guerra dei penultimi contro gli ultimi, individuati come causa e capro espiatorio di tutti i problemi. Un malcontento che però ha origine anche nell'incapacità dei partiti dell'area progressista - a Roma come a Trento - di parteggiare senza ambiguità per le debolezze sociali e ambientali.

In questo contesto nella nostra provincia si è consumato l'indecoroso spettacolo della divisione all'interno del centrosinistra autonomista, minato dai personalismi, e preparato alla sconfitta e alle sue possibili opportunità per qualche esponente del centro autonomista.

Non è stata colta, soprattutto dal PD, l'unica vera novità di questa tornata elettorale con la proposta di candidatura di Paolo Ghezzi e la formazione Futura2018. Se le forze del centrosinistra autonomista avessero avuto quello scarto di coraggio e di lungimiranza necessari nei momenti topici non avrebbero perso questa occasione, scegliendo Ghezzi candidato presidente. Così definita, l'asse della coalizione avrebbe coinvolto anche le sinistre più radicali in una sorta di "Trentino Bene Comune" che ha avuto nelle formazioni nate ad Arco e a Riva del Garda tra il 2014 e il 2015 un possibile prodromo politico e amministrativo.

Arco Bene Comune e Riva Bene Comune sono esattamente quel tentativo di composizione delle sinistre e degli ambientalisti a sinistra e comunque accanto al PD con la scelta di condizionare dall'interno delle coalizioni di centrosinistra politiche più rivolte agli aspetti sociali e ambientali, all'inclusione, all'antifascismo e alla partecipazione dal basso.

Per questo Riva Bene Comune e Arco Bene Comune hanno appoggiato le liste della Sinistra per il Trentino e Futura2018, sapendo che la quasi elezione di Antonella Valer avrebbe dato una complementarietà di intenti al lavoro di opposizione che ora attende Paolo Ghezzi e Lucia Coppola.

A loro facciamo i nostri complimenti ritenendoli i nostri punti di riferimento in Consiglio provinciale.

Tommaso Ulivieri

Renza Bollettin

Silvia Girelli





ETICA e POLITICA (per chi vuole solamente e perennemente combattere battaglie senza curarsi di vincere le "guerre").

"Le destre, che possono prendere il potere anche nelle piccole comunità, dovrebbero allarmare anche chi guarda solo all'ambientalismo. Non sarò certo io, soprattutto in questa fase di delicata ricomposizione di un fronte che vi si può opporre, a rompere una costruzione di fiducia e di alleanza politica per farmi bello con chi, oltretutto, tende a credere alle fake news."

Spett Redazione,

all'indomani della approvazione in prima adozione della Variante 15 di Arco mi rendo conto di dover fornire alcuni chiarimenti per evitare che serpeggino vere e proprie fake news. Innanzitutto, il mio eventuale voto contrario, anziché di astensione, avrebbe comunque fatto passare la variante. I due voti di dissenso hanno quindi lo stesso effetto pratico e solamente pesi politici diversi.
La prima adozione della variante non sarebbe invece passata - ma semplicemente riproposta al prossimo consiglio - solamente facendo mancare il numero legale in aula; tentativo fatto dalle minoranze chiedendomi di raggiungerli fra le sedie degli spettatori.
Come ho detto in aula, io non sono il tipo da fare voltafaccia dell'ultimo secondo, molto somiglianti a coltelli piantati alla schiena. Da quando frequento questo Consiglio (e cioè dal 2010) credo di essere l'unico a non aver saltato mai una convocazione e nemmeno un voto. Lascio ad altri (e ognuno potrà leggere i verbali) l'uso di certe assenze tattiche, soprattutto quando il gioco si fa pesante. io ho sempre fatto quello che ho detto e detto molto prima (di questa mia astensione c'è in cronaca più di un mese fa) quello che avrei fatto sui punti.
Nel mio intervento ho riconosciuto il grande lavoro per questa variante che si incentra soprattutto sulla necessità di dotare le nostre frazioni di parcheggi di attestamento limitrofi che ne svuotino i centri storici. Nondimeno ho criticato la mancanza di una visione di prospettiva sulla mobilità che ci costringe a rimanere ancorati alle quattro ruote private e alle loro necessità. Va in questo senso anche il mio voto contrario - unico di tutto il Consiglio - alla mozione di Ottobre per la doppia canna della Loppio - Busa.
Sono invece fermamente contrario alla trasformazione perequativa dell'area Sant'Andrea, uno squarcio di verde che va lasciato tale e che non necessita assolutamente di ulteriore pianificazione commerciale; e contro il quale sono pronto alle barricate.
Concludendo dunque la mia astensione è un voto contrario attenuato dal credito - anche conoscendo i "malpancismi" interni alla Maggioranza - che la TP5 di Sant'Andrea sarà tolta in vista della seconda adozione.
La mia presenza in aula al momento del voto, invece, oltreché per l'etica di cui ho detto, dovrebbe essere considerata una ovvietà per chi alza gli occhi dal proprio particolare e si pone in prospettiva politica generale. Viviamo tempi in cui vengono messi in pericolo i fondamenti democratici delle nostre istituzioni. Le destre che possono prendere il potere anche nelle piccole comunità dovrebbero allarmare - e anche tanto - anche chi guarda solo all'ambientalismo. Non sarò certo io, soprattutto in questa fase di delicata ricomposizione di un fronte che vi si può opporre, a rompere una costruzione di fiducia e di alleanza politica per farmi bello con chi, oltretutto, tende a credere alle fake news.

Tommaso Ulivieri



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